E se non volessi fare l’avvocato?

Quando ero al primo anno un mio professore a lezione disse :- Se non volete fare gli avvocati, i magistrati e i notai, allora è meglio che cambiate facoltà! Sono queste le professioni che vogliamo formare qui, altrimenti sappiate che state perdendo solo tempo! A queste parole il mio cuore sussultò e cominciai a mettere in dubbio la mia scelta, mi ero iscritta a giurisprudenza ma non ero sicura di ciò che volevo diventare. Iniziai a guardare serie televisive come “Law & Order”, “Criminal Minds” e “Suits” e sulla base delle parole del mio professore iniziai a convincermi che avrei potuto essere l’avvocato o il magistrato che cercava. Andando avanti con gli anni però mi sono resa conto che per fare queste professioni bisogna avere un reale e naturale interesse, altrimenti non si riesce a primeggiare nell’oceano di squali che è l’odierno mercato del lavoro. Se questo interesse non ce l’hai e se non nasce in te durante i cinque anni di studio, allora che fare? Ebbene, contrariamente a ciò che il mio professore sostiene, la laurea in giurisprudenza può aprire molte porte.

Vediamo alcuni esempi:

1) Anzitutto è possibile accedere ai settori della Pubblica Amministrazione mediante i concorsi pubblici, in questo caso è bene monitorare costantemente le fonti ufficiali come la “Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana-Serie Concorsi” ma è possibile trovare anche fonti non ufficiali come il sito “www.concorsipubblici.com”.

2) I laureati in giurisprudenza possono trovare impiego nelle più alte istituzioni dello Stato  (Senato della Repubblica, Camera dei deputati) e negli organismi comunitari (Unione Europea, Parlamento europeo, Corte di Giustizia).

3) Se ti piace l’ambiente universitario potresti decidere di intraprendere una carriera accademica. Una volta conseguita la laurea ci sono concorsi pubblici per accedere al dottorato di ricerca. È possibile entrare nel mondo universitario attraverso tre tappe che configurano altrettante qualifiche: ricercatore, professore associato e professore ordinario. Non tutti i percorsi sono in sé obbligatori, ad esempio al concorso di professore ordinario potrebbe partecipare anche un professionista non ricercatore.

4) Una valida alternativa è la carriera diplomatica. Per diventare un diplomatico bisogna partecipare ad un concorso pubblico piuttosto complesso che prevede competenze non solo in ambito giuridico, ma anche nelle discipline linguistiche, economiche e storiche. Sempre mediante un concorso pubblico è possibile l’accesso per i laureati in giurisprudenza di entrambi i sessi alla carriera militare.

5) I giuristi che amano scrivere possono intraprendere una carriera giornalistica e diventare ad esempio cronisti giudiziari o di politica internazionale.

6) I laureati in giurisprudenza hanno diverse opportunità di lavoro nel settore bancario e nell’ambito di compagnie assicurative, l’importante è tenersi sempre aggiornati consultando i siti di offerte.

7) Le aziende aprono le loro porte anche ai giuristi e non solo ai laureati in economia. I ruoli che è possibile ricoprire sono diversi a seconda delle dimensioni e del mercato in cui opera l’azienda. Il Corporate Secretary è una posizione molto ambita, esso ha il compito di garantire l’integrità del quadro di governance, è responsabile della gestione efficiente della società, garantisce il rispetto dei requisiti di legge e delle decisioni assunte dal “Board of Directors”. Ogni azienda inoltre dispone di un ufficio legale che si occupa di fornire pareri agli altri reparti, preparare contratti, gestire il contenzioso, etc. Ovviamente maggiori sono le dimensioni aziendali, maggiori sono le specializzazioni. In grandi aziende ad esempio ci sarà il Legal Counsel che presta la propria assistenza attraverso consulenze spot in determinate aree del diritto o il Litigation Manager che invece sovraintende e gestisce un avvocato o un team legale responsabile di intentare o di difendere una causa legale.

8) Il grande sviluppo del mondo informatico ha causato la nascita di problematiche che non potevano restare estranee al mondo del diritto. Grazie al configurarsi del cosiddetto “Diritto dell’informatica”, i giuristi possono ad esempio utilizzare le loro competenze nell’ambito della tutela giuridica del software, della tutela della riservatezza e della responsabilità per danni conseguenti all’uso del computer (c.d. computer crimes).

La laurea in Giurisprudenza consente di svolgere qualunque attività professionale, autonoma o subordinata, pubblica o privata, per la quale sia necessaria un’approfondita conoscenza del diritto. Ciò che importa è essere elastici, riuscire a reinventarsi e cercare il lavoro più adatto alle proprie esigenze. Bisogna essere sempre aggiornati, attivarsi per cogliere al volo le tante opportunità che ogni giorno ci lasciamo sfuggire perché l’università non ci insegna come muoverci nel mondo del lavoro, siamo noi a doverci fare le ossa da soli.

                                                                                                                            Giorgia de Stefano

Author: Giorgia de Stefano

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1 Comment

  1. ma chi ha scritto l’articolo ha mai provato a vedere quali sono le REALI opportunità lavorative?

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