Domenica è sempre domenica: è possibile riformare il riposo settimanale?

“Entro la fine dell’anno, approveremo una legge che impone uno stop nei weekend e nei festivi agli esercizi commerciali, con delle turnazioni e l’orario che non sarà più liberalizzato”.

Queste sono state le parole del ministro Di Maio, che da inizio settembre hanno suscitato non poco clamore nell’opinione pubblica nostrana.

È però davvero possibile parlare di uno stop per i commercianti e come il Governo riuscirà (ammesso che ci riuscirà) ad attuarlo?

La legge n. 133/2008, la quale in parte ha abrogato il precedente decreto 66/2003 in materia di periodicità e consecutività del riposo settimanale, ha reso più flessibile la disciplina del lavoro domenicale. Oggi infatti, i datori di lavoro (e anche in parte la contrattazione collettiva) possono derogare alla “regola” del riposo domenicale, compensando il lavoratore con un diverso periodo di riposo o attraverso altre modalità. Secondo il Ministro del Lavoro, ciò comporta uno sacrificio enorme per i dipendenti, che così non hanno alcuna possibilità di passare i fine settimana con i propri cari.

Nonostante le buone intenzioni, non pochi sono i problemi e le incognite di questa proposta.

C’è da dire primo fra tutti, che oramai per buona parte dei commessi o baristi o camerieri italiani, lavorare di domenica o di sabato è diventata una habitude. Anzi molti farebbero, come si suol dire, “carte false” per questi straordinari. In seguito, si potrebbero porre anche questioni in merito al riconoscimento di un riposo settimanale diverso dalla domenica, ad esempio per via di fattori religiosi; basti pensare ad un venerdì libero per il milione di dipendenti musulmani residenti in Italia. I maggiori inconvenienti però, deriverebbero dal sistema di turnazione e dagli squilibri nei profitti che potrebbe portare. Per citarne uno, basti pensare ad una delle tante località balneari. A Riccione, la sartoria che potrà aprire durante le domeniche di agosto, sarà molto più avvantaggiata rispetto alla boutique che rimarrà aperta nelle domeniche di  Novembre.

Se una riforma vi sarà, essa dovrà quindi affrontare tali intralci e cercare di contemperare le esigenze di molti soggetti, nel modo più utile possibile.

Nel frattempo, noi e le nostre prepagate attendiamo.

 

-Federico Donizzetti

Author: Caterina Bracciano

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