Disabilità e lavoro, sono ancora tanti gli ostacoli?

Articolo di Gabriele Ciotola

Il 3 dicembre scorso si è celebrata in tutto il mondo la giornata dedicata alle persone con disabilità, allo scopo di promuoverne diritti e benessere. Questa ricorrenza assume quest’anno un valore ancora più significativo, alla luce delle gravi conseguenze che, soprattutto sulle persone più fragili, sta avendo la pandemia da Coronavirus.
La ricorrenza annuale dedicata alle persone disabili è stata istituita nel 1992 con la risoluzione 47/3 adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo è quello di promuovere i diritti e soprattutto il benessere dei disabili in tutti gli ambiti della società civile. A tal proposito è da ricordare anche la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata nel 2006 che, ha ribadito, oltre al principio di uguaglianza, la necessità di garantire la loro piena partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale.
La necessità di lavorare all’inclusione economica e sociale delle persone disabili non è mai stata così imperante come in questo 2020, nel quale l’emergenza sanitaria dovuta allo scoppio di questa pandemia, ha aggravato ancora di più le diseguaglianze preesistenti. Le persone con disabilità (circa un miliardo in tutto il mondo), sono tra i gruppi più esclusi nella nostra società, tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime. A ricordarlo è l’ONU che scrive di come le persone con disabilità hanno maggiori problemi ad accedere alla sanità, al lavoro e all’istruzione. Ecco perché è necessario un approccio “integrato” per far sì che le persone con disabilità non siano lasciate indietro.
In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, le persone con disabilità sono più di tre milioni. Le persone che devono vivere con gravi limitazioni sono circa 1,5 milioni. Sei disabili su dieci sono donne. Un dato, questo, che potrebbe essere spiegato con la maggiore longevità delle donne rispetto agli uomini. Nonostante il progresso normativo, mirante ad una sempre maggiore inclusione, l’impatto della disabilità sul mondo del lavoro resta ancora significativo. Circa il trenta per cento delle persone con limitazioni risulta occupato, a fronte del sessanta per cento circa di persone senza limitazioni.
Sul fronte dell’istruzione, si registra, nella scuola italiana, un aumento di circa settantadue mila alunni con disabilità nell’anno scolastico 2017/2018. Inoltre, è cresciuto del settantacinque per cento il numero di insegnanti di sostegno nel medesimo arco temporale (stando agli ultimi dati Istat).
Importante, per quanto riguarda l’inclusione, è soprattutto lo sport: in particolare, l’equitazione, ne è un esempio. Infatti, montare a cavallo vuol dire eliminare le differenze tra i ragazzi normodotati e i ragazzi affetti da disabilità anche gravi che, possono condividere le loro esperienze. Perché in una Democrazia che vuol definirsi tale, nessuno può essere messo da parte o lasciato indietro.
È importante, dunque, promuovere e realizzare azioni di sensibilizzazione per sostenere e difendere i diritti delle persone con disabilità e soprattutto, rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono lo sviluppo, affermando il pieno rispetto della dignità umana sempre e per tutte le persone.

Author: Emanuela Donnici

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