Diritto parlamentare tra teoria e prassi: intervista al prof. Umberto Ronga

 

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In questi giorni, a una settimana dai risultati delle elezioni, ci stiamo interrogando su quali saranno le sorti del Parlamento italiano e, più in generale, gli scenari dell’assetto politico-istituzionale del Paese. Non appare facile rispondere a questo interrogativo. In questo contesto, il corso di diritto parlamentare tenuto dal prof. Umberto Ronga si propone di realizzare un percorso didattico e formativo calato nel dibattito istituzionale contingente, utile ad orientare gli studenti verso la conoscenza del Parlamento e degli organi che con esso interagiscono.

Professore ci può spiegare cosa si intende per diritto parlamentare?

Per diritto parlamentare, almeno tradizionalmente, si fa riferimento al complesso delle norme che disciplinano l’organizzazione interna delle Camere, l’esercizio delle loro funzioni, i rapporti con gli altri organi costituzionali e di rilievo costituzionale, nonché con soggetti terzi.

Perché ritiene che sia importante per la formazione di un giurista la conoscenza di questa materia?

Le ragioni sono molteplici. Nel quadro della disciplina costituzionalistica, il diritto parlamentare consente di comprendere il modo in cui è organizzato l’assetto costituzionale ed istituzionale del nostro Parlamento; di riflettere sulle dinamiche di funzionamento dei processi di decisione pubblica; di osservare la prassi politico-istituzionale e le ricadute che essa assume sulle procedure. E molto altro.

Quali sono le possibilità di approfondimento della materia?

Ci sono alcune possibilità di approfondimento, in parte nel medesimo percorso di laurea, relativamente alle discipline dell’area pubblicistica. Vi sono, poi, percorsi di specializzazione post lauream, alcuni particolarmente prestigiosi. Tra questi, citerei due esperienze, che ho avuto la fortuna di frequentare come borsista dopo la laurea: il Seminario per gli studi e le ricerche parlamentari “Silvano Tosi” di Firenze, che è un centro di ricerca e di alta formazione, finanziato da Parlamento e Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di formare i giovani neo-laureati sui temi del diritto parlamentare, soprattutto nella prospettiva di preparare futuri studiosi e funzionari parlamentari; e l’Arsae, l’Associazione per le ricerche e gli studi sulla rappresentanza politica nelle assemblee elettive, nell’Università di Napoli. Vi sono, poi, alcuni Master che si occupano del tema dei processi decisionali, delle istituzioni parlamentari, del lobbying, che, spesso, consentono di svolgere stage e internship.

Invece cosa può dirci riguardo alle possibilità di carriera?

È una domanda molto utile, perché mi consente di soffermarmi su questioni che spesso non consideriamo. Ci sono diverse figure professionali, talvolta poco conosciute, che richiedono una alta preparazione sui temi del Diritto parlamentare e costituzionale. Mi riferisco, in via privilegiata, ai funzionari e ai consiglieri parlamentari; al riguardo, segnalo che leggevo di un concorso che sarà bandito dalla Camera e dal Senato. Poi vi sono altre figure professionali – consulenti parlamentari, esperti giuridici, assistenti parlamentari, quanti operano a contatto con i decisori politici, ai livelli regionale, nazionale, europeo. E ancora, tecnici che operano negli uffici legislativi; oppure, lobbisti ed esperti di advocacy.

Dato che lei ha appena accennato ai decisori pubblici, sarebbe interessante conoscere quanto sia centrale il ruolo delle dinamiche politico-istituzionali nell’oggetto del diritto parlamentare.

Direi che è centralissimo, per questo da una parte cercheremo di ricostruire gli istituti dal punto di vista del loro modello teorico e, dall’altra, ci confronteremo con i dati della prassi.Mi riferisco ad esempio alle pronunce presidenziali, ai pareri della Giunta per il regolamento, alle regole di correttezza costituzionale, alle intese tra i gruppi parlamentari, cioè a tutto quel sistema di regole anche non scritte, che si definisce a partire dalla dimensione politico-istituzionale.

Possiamo affermare che negli ultimi tempi si è riconfermato in parte un desiderio di maggiore trasparenza nell’operato politico dei nostri rappresentanti. Sappiamo che lei ha posto al centro dei suoi studi l’esigenza di una legislazione sulle lobby. Una tale introduzione che risultati porterebbe a livello istituzionale e politico?

Il lobbying è fortemente connesso allo studio del processo decisionale. Si tratta di studiare in che modo i portatori di interessi interagiscono con la rappresentanza politica generale. Il dato attuale è che in Italia l’attività di pressione si è fortemente sviluppata, nonostante l’assenza di una legge sulle lobby, ad eccezione di alcuni tentativi compiuti a livello regionale e ministeriali e, da ultimo, di un intervento della Camera dei deputati – che ha adottato un codice di condotta dei deputati della Camera e il Registro dei portatori di interessi. Sicuramente una legge sulle lobby garantirebbe una maggiore trasparenza al modello negoziale, dunque potrebbe divenire strumento di prevenzione della corruzione.

Passando ora alle modalità di svolgimento del corso. Quali sono secondo lei le peculiarità del percorso di studi della sua materia? Come imposta lo svolgimento delle sue lezioni?

Nello svolgimento del corso, ad ogni lezione deve seguire un momento di confronto con gli studenti. Saranno previste attività con interlocutori privilegiati, come consiglieri e tecnici parlamentari, lobbisti e soggetti che operano nei processi di decisione. Tra gli obiettivi della cattedra vi è quello di stabilire forme di interlocuzione e di collaborazioni con le sedi istituzionali per consentire agli studenti di avvicinarsi alle istituzioni e di conoscere in concreto il funzionamento delle stesse. Quest’anno, ad esempio, verrà organizzata la “Giornata di studio a Montecitorio”, che sarà organizzata in collaborazione con la Camera dei Deputati.

Per concludere vorrei ricordare che lunedì mattina si terrà in aula Pessina un seminario di studi intitolato “Il Parlamento nella XVIII legislatura”. Cosa dovremo aspettarci da questo evento?

Questo seminario di studi, pensato con gli studenti e per gli studenti, intende essere una opportunità di confronto e approfondimento, oltre che una occasione per formalizzare la interlocuzione avviata tra l’Università e la Camera dei deputati. Ad una settimana dalle elezioni, ci confronteremo con un interlocutore sicuramente privilegiato – il vice segretario generale della Camera dei deputati e capo del servizio assemblea di Palazzo Montecitorio – per comprendere quali saranno le sfide del Parlamento dinanzi alla nuova legislatura, nonché per presentare le attività istituzionali che promuoveremo per gli studenti del Corso.

 

-Francesco Manco

Author: Francesco Manco

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