“Diritto allo studio”: la risposta del Presidente Napolitano

 

 La nostra lettera

 

Egr. Presidente Giorgio Napolitano,

E’ a lei che gli studenti tutti in questa occasione attraverso “la Confederazione”, si vogliono rivolgere.  E’ l’appello disperato quello che questa missiva vuole lanciare, quello  per la salvaguardia del  diritto allo studio e alla difesa della cultura. Quello dei tanti giovani del Mezzogiorno e dell’Italia tutta. Le continue decisioni sul destino dell’Università in tanti aspetti l’hanno resa debole e stanca. E’ un’Università che si trascina dietro il peso di tante mancanze istituzionali, di tante responsabilità non adempiute, di quegli impegni per i giovani a cui da sola non può rispondere.
La legge regionale 21/2002 è quella che ha istituito le cosiddette A.di.su. ( Aziende regionali per il diritto allo studio universitario). Una legge tanto desiderata dagli studenti campani, che in concreto realizza ben poco di ciò che ben riporta su carta. All’art 14 della presente legge si riporta quanto segue: “Il servizio rappresenta agli studenti e ai laureati le opportunità offerte dal mercato del lavoro in funzione dei diversi corsi universitari, fornendo gli strumenti per una scelta consapevole legata alle propensioni individuali anche attraverso l’accesso a banche dati”. Pensi Presidente, una voce che non compare neanche sul sito dell’Azienda in questione. Continuando, si disciplina un “servizio di agevolazione dei trasporti per favorire gli spostamenti da e per la sede universitaria di riferimento”inesistente. Ed è proprio il caso di insistere su questo punto, uno di quelli che più di tanti altri colpisce soprattutto quegli studenti che provengono da tutto l ’hinterland. E’ straordinario il favorire “la partecipazione studentesca a spettacoli teatrali, musicali, cinematografici, mostre” che è esplicitamente riportata nel testo in questione. Peccato che tutto questo sia solo, un sogno. Peccato soprattutto per noi studenti che sogniamo da quasi dieci anni. D’altronde qualcuno ha detto: “Con la cultura non si mangia”, potremmo aggiungere “con l’ignoranza neppure”, perché un Paese ignorante è un Paese cieco che resterà sempre piegato alle sventure del mercato.
La Regione Campania è quella in cui  gli studenti meritevoli “faticano” per uno sgravio dalle imposte, dove solo la metà degli aventi diritto percepisce  una borsa di studio,  dove le prospettive di crescita e occupazione giovanile sono ridotte ai minimi storici dall’ Unità d’ Italia. Tutto ricade sulla famiglia originaria, che si chiude e “stenta”, quella famiglia media in cui il pater familias stringe ancora la cinta per sostenere tutti e i sacrifici di una vita li offre solo ai suoi figli come uno Stato dovrebbe fare con i propri cittadini. Lo status di studente non è più, o forse non è mai stato per questo Paese uno status di privilegio e di orgoglio. Non ci sono sconti per chi ha deciso di rimboccarsi le maniche, per chi si è messo in gioco. Nonostante ciò la rappresentanza crede ancora così come tanti giovani di questo Paese, che qualcosa debba cambiare. Quella generazione che non perde la speranza e con ostinatezza va avanti. Questa lettera vuole essere la dimostrazione che non abbiamo dimenticato i barlumi di chi ci ha concesso la parola nelle sedi accademiche, che siamo diretti verso un’unica speranza, che si speri non resti tale. A lei che, nel 1945, è stato il primo Rappresentante degli Studenti della  Federico II repubblicana, inoltriamo una delle tante storie che pervengono ai suoi “eredi” in tutte le facoltà dell’ Ateneo Federiciano:“Sono Fabiana  ho 22 anni, sono una neo-laureata e mi ritengo figlia e vittima di questa dannata crisi economica.
Vivo a Napoli precisamente in una dimenticata periferia nella parte orientale della città, ma in questa parte d’Italia vengono quotidianamente disattese tutte le misure di tutela della meritocrazia. Quella parola tanto usata dal politico di turno. La mia storia è quella di una figlia del sud, una figlia del Popolo, una di quelle che per non pesare troppo sulla famiglia i weekend si rimbocca le maniche e va’ a lavorare. Non sono altro che una dei tantissimi testimoni dell’ingiustizia che regna in questo Paese. Dovrei essere una delle cd. “meritevoli” grazie ad un voto di laurea alto, agli studi  all’estero, al fatto che mi sia laureata in tempo, che parli due lingue correttamente. Eppure, per me, i grandi atenei hanno le porte sbarrate! Lo scenario appare davvero scoraggiante! A volte ci si sente alienati da come vanno le cose. Eppure io e molti altri continueremo a lottare con tutte le nostre forze per difendere i nostri sogni ed il nostro futuro.”
L’ orgoglio e la volontà di riscatto, come si nota, non mancano a questi giovani volenterosi, ma da sole non bastano. A Lei ultimo baluardo di etica e costituzionalità in una classe politica miope e di
malcostume diffuso, affidiamo il nostro appello affinchè vigili con massima attenzione sul futuro dei giovani della sua città e della sua terra, vigilando sui tagli indiscriminati alla ricerca e alla cultura che si stanno operando. Soprattutto le affidiamo il nostro Paese, la nostra Italia quella sulla quale troppi ingiustamente hanno tratto profitto obbligando i “poveri” a farsi guerra tra loro, seminando odio e rancori, che hanno invaso la società tutta e l’hanno chiusa in quel suo “familismo amorale”. Con l’augurio che questa missiva possa rappresentare più di un appello formale, ci prepariamo a tempi migliori.

Studentigiurisprudenza.it- Confederazione degli studenti

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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