Diritti umani, Convenzioni di Ginevra violate: dagli spari alle ambulanze e vendita di armi.

Articolo di Emanuela Donnici

Le Convenzioni di Ginevra consistono in una serie di trattati internazionali sottoscritti per la maggior parte a Ginevra , in Svizzera. Sono quattro le convenzioni di Ginevra del 1949 e i due protocolli aggiuntivi, del 1977. Tali convenzioni sono state sottoscritte da quasi tutti i paesi.

La prima e la seconda convenzione di Ginevra riguardano la protezione dei feriti e dei malati nelle forze armate di terra, dell’Aeronautica e della Marina.

La terza convenzione contiene le norme relative alla tutela dei prigionieri di guerra.

La quarta convenzione è la Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra del 12 agosto 1949, diversi articoli della quale hanno rilevanza particolare per le donne, perché sono tesi a prevenire comportamenti che spesso vengono usati come armi di guerra, quali lo stupro o le violenze sessuali.

Le quattro convenzioni di Ginevra contengono un articolo comune, l’articolo 3 , che riguarda i conflitti armati a carattere non internazionale, che si verificano nel territorio di uno degli stati contraenti. Tale articolo contiene un insieme di divieti inderogabili, in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza. Esso vieta:
1. la violenza contro la vita e le persone;
2. la cattura di ostaggi;
3. l’oltraggio alla dignità personale, e in particolare i trattamenti umilianti e degradanti;
4. l’emissione di sentenze di condanna e le esecuzioni effettuate senza regolare processo.

Le gravi violazioni delle convenzioni di Ginevra rientrano nei crimini di cui si occuperà la Corte penale internazionale, assieme ai crimini di genocidio, ai crimini contro l’umanità e a tutti i crimini di guerra, siano essi trattati o meno dalle convenzioni di Ginevra.

Tuttavia, nel corso degli anni tale convenzione risulta essere stata più volte violata: In Siria, la Turchia spara sui medici e sui mezzi della Mezzaluna Rossa Curda. Per non parlare delle bombe su ospedali e convogli di civili.

Ed è quella che io definisco ‘’la pazzia umana’’, quella che non risparmia i bambini, gli anziani o i malati, e se la prende anche con chi sarebbe comunque pronto a salvargli la vita, a portargli conforto, a nutrirlo e a vestirlo, senza chiedere spiegazioni, senza chiedere nulla in cambio, senza chiedergli neppure chi è. Senza fare distinzione alcuna…di qualunque tipo essa sia. ​

In Israele, Razan Najjar, un’infermiera volontaria di soli 21 anni, è morta per mano dei killer che hanno aperto il fuoco sparando sull’ambulanza dove lei prestava servizio. 

Sembrano tutti casi lontani da noi, ma anche l’Italia è stata complice di una vera e propria violazione di diritti umani: vendendo armi all’Egitto. Nonostante ci sia una legge, la legge n. 185 del 1990 vieta esplicitamente le esportazioni di armamenti verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni. Basti pensare che, in Egitto, difendere i diritti dei lavoratori è diventato un crimine.

Cento miliardi di euro, è questo il valore della vendita delle armi italiane. Cento miliardi di euro, probabilmente, valgono più del rispetto, dell’umanità e della dignità UMANA.

Il mio pensiero va a tutti i volontari, della Croce Rossa Italiana, della Mezzaluna rossa e di ogni altra associazione, impegnati ogni giorno e che ci mettono impegno, tempo e molto spesso anche la VITA stessa. 

“Per ogni singola vita perduta muore la nostra umanità.’’

Affinchè tutto questo non accada mai più.

In Israele, Razan Najjar, un infermiera volontaria di soli 21 anni, è morta per mano dei killer che hanno aperto il fuoco sparando sull’ambulanza dove lei prestava servizio. Sembrano tutti casi lontani da noi, ma anche l’Italia è stata complice di una vera e propria violazione di diritti umani: vendendo armi all’Egitto. Nonostante ci sia una legge, la legge n. 185 del 1990 vieta esplicitamente le esportazioni di armamenti verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni. Basti pensare che, in Egitto, difendere i diritti dei lavoratori è diventato un crimine. Cento miliardi di euro, è questo il valore della vendita delle armi italiane. Cento miliardi di euro, probabilmente, valgono più del rispetto, dell’umanità e della dignità UMANA. Il mio pensiero va a tutti i volontari, della Croce Rossa Italiana, della Mezzaluna rossa e di ogni altra associazione, impegnati ogni giorno e che ci mettono impegno, tempo e molto spesso anche la VITA stessa. ‘’Per ogni singola vita perduta muore la nostra umanità.’’ Affinchè tutto questo non accada mai più.

Author: Rita Caso

Share This Post On

Rispondi