De Magistris assolto: non fu abuso d’ufficio.

Termina la lunga vicenda giudiziaria che aveva visto protagonista il sindaco di Napoli.

La notizia

Il 21 ottobre 2015 la corte d’appello di Roma, presieduta dal giudice Ernesto Mineo, ha assolto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ed il consulente informatico Gioacchino Genchi dall’accusa di abuso d’ufficio.

La sentenza d’appello capovolge la precedente di primo grado, risalente al 24 settembre 2014, che aveva condannato i due coinvolti per l’acquisizione di dati di traffico telefonico, su delle utenze utlizzate da alcuni parlamentari, in assensa del necessario consenso delle rispettive camere.

La vicenda

I fatti risalgono al 2007, quando, nell’ambito dell’inchiesta “Why Not”, il tecnico Genchi, su mandato di De Magistris (allora pm di Catanzaro e titolare dell’indagine), dovendo verificare dei numeri sull’agenda di uno dei sospettati, l’imprenditore Antonio Saladino (poi assolto), acquisì dalle compagnie telefoniche i dati dei tabulati, vale a dire i numeri chiamanti, i numeri chiamati, data ed ora dell’inizio delle conversazioni, durata delle conversazioni, ecc.

Alcuni di questi numeri telefonici, intestati a società e terze persone, si sono rivelati poi essere in uso a dei parlamentari.

La sentenza di primo grado

I giudici di primo grado, presieduti da Rosanna Ianniello, avevano ritenuto che i tabulati erano stati selezionati con un preciso modus operandi, tale da escludere una scelta casuale o automatica delle utenze da verificare: la violazione era stata ritenuta consapevole “oltre ogni ragionevole dubbio”.

De Magistris e Genchi erano stati quindi condannati entrambi ad un anno e tre mesi di reclusione, oltre che al risarcimento a ciascun parlamentare dei danni morali e materiali causati.

La legge Severino

In seguito alla condanna su De Magistris è scattata la legge Severino che prevede, in attesa di una sentenza definitiva, la sospensione dalle cariche pubbliche. Tale sospensione si è protratta, però, meno di un mese, essendo stata annullata dal TAR della Regione Campania che ha accolto i rilievi di incostituzionalità sollevati dai legali di De Magistris per quanto riguarda la retroattività della sospensione dalle cariche di sindaco o amministratore, in caso di condanna non definitiva.

La risposta della Corte costituzionale

La Corte costituzionale, però, ha rigettato il ricorso sulle norme relative alla sospensione degli amministratori locali condannati ed ha negato la violazione del principio di irretroattività per i reati compiuti prima dell’approvazione della legge, data la natura non sanzionatoria, ma cautelare della sospensione.

Sviluppi futuri

A breve, comunque, la Corte costituzionale dovrà sottoporre, ancora una volta, al vaglio di legittimità la legge Severino, stavolta in relazione al caso del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale ha eccepito la legittimità costituzionale per la disparità di trattamento tra amministratori locali e parlamentari (per questi ultimi non è prevista la sospensione in caso di condanna non definitiva) e per l’eccesso di delega da parte del Governo.

La sentenza d’appello e l’assoluzione

Intanto, in sede d’appello De Magistris e Genchi sono stati assolti per non aver commesso reato, in quanto non vi era modo di associare preventivamente le utenze a dei parlamentari, e per effetto della sua assoluzione, ora, De Magistris potrà portare a termine, regolarmente, il suo mandato di sindaco.

 

Davide Politi

Author: Davide Politi

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