Da “Facoltà” si passa a “Dipartimento” di Giurisprudenza: cosa cambia?

E’ noto che con le previsioni del nuovo statuto, emanato con D.R. n°1660 del 15 maggio 2012 ed entrato in vigore a decorrere dal 23 giugno dello stesso anno, l’ateneo federiciano si è conformato alle disposizioni della Legge n°240/2010 (la cd ”Riforma Gelmini”) e, tra le altre innovazioni, ha profondamente modificato l’articolazione e la conformazione delle sue strutture organizzative.

Al centro della rivisitazione del nostro e degli altri atenei d’Italia ci sono le Facoltà, strutture tradizionali che nel vecchio ordinamento universitario coordinavano corsi di studio afferenti ad aree disciplinari affini.

Queste, ritenute incompatibili dal Legislatore del 2010 con un assetto organizzativo snello e compatto(obiettivo principe della Riforma), scompaiono dal panorama della nuova Università italiana e confluiscono nei moderni (maxi-)Dipartimenti.

Infatti, le nuove strutture dipartimentali mantengono solo la denominazione inalterata e si ritrovano a gestire, insieme con la ricerca scientifica, i servizi didattici (art.2, comma 2, lett.a e b del testo di riforma e art.30 dello Statuto).

Questo il punto:si supera il modello “dualistico” che sin dagli anni ’80 teneva separate la ricerca dall’insegnamento, in precedenza affidate al coordinamento dei vecchi Dipartimenti e delle soppresse Facoltà. Con la riforma, i due comparti si riuniscono, la produzione scientifica cammina insieme con la diffusione e non ci sarà più spazio per una ricerca accademica autoreferenziale e sganciata dalle politiche di formazione. O almeno questo è l’intento legislativo.

Dunque, la finalità generale della nuova impostazione organizzativa corrisponde a delle precise esigenze di concentrazione dei due aspetti dell’attività universitaria(ricerca e didattica) e di semplificazione strutturale.

Ma non è tutto. Al di sopra dei Dipartimenti il testo di Riforma ha previsto delle “strutture di raccordo comunque denominate” che si occuperanno della gestione degli spazi comuni, della promozione della ricerca interdisciplinare e del coordinamento delle attività didattiche comuni (art.2, comma 2, lett.c del testo di riforma).Lo Statuto all’art.29 parla a tal proposito di “Scuola” ma mancano ancora i decreti attuativi che le istituiscono.

Ma chi risente direttamente di questa nuova sistemazione organizzativa?

Gli studenti? No: il corso di laurea fa riferimento a un determinato Dipartimento e non più a una Facoltà ma l’offerta didattica e i servizi restano gli stessi. La sostanza non cambia. Ma le abitudini terminologiche sì, quelle andranno riviste.

I docenti? Sì:ora afferiscono ad una sola struttura (ad es. Dipartimento di Giurisprudenza) che riunisce professori di diversi settori micro-disciplinari (ad es. diritto penale, diritto costituzionale, diritto civile etc.) che prima si trovavano ripartiti in altrettanti (micro-)Dipartimenti e venivano coordinati dalla Facoltà per l’attività di insegnamento. Ora, collaboreranno a progetti didattici e scientifici comuni. La Scuola invece, gestirà il coordinamento didattico tra i diversi Dipartimenti (e tra i professori inquadrati presso gli stessi), garantendo il contributo dei docenti anche in Dipartimenti diversi da quello di provenienza(ad es. l’insegnamento di un prof. di economia in un corso di laurea di Giurisprudenza).

I vertici della struttura organizzativa? Soprattutto. Soppresse le Facoltà, non esistono più i Prèsidi. Ciascun Dipartimento invece sarà retto (come già avviene) da un Direttore, che assumerà anche le funzioni prima in capo ai Prèsidi. Alla Federico II, con l’innovazione, sono saltate cinquantanove “poltrone” e per il momento si è scelta la strada della continuità, riconfermando quasi tutti gli ex-Presidi come Direttori di Dipartimento.

 

 

Ad oggi, l’Università degli studi di Napoli Federico II risulta ripartita in ventisei Dipartimenti (in luogo dei settantasei “vecchio stile”) che inglobano le tredici ex-Facoltà e in quattro Scuole interdipartimentali.

Il nostro corso di laurea è gestito e coordinato dal neonato Dipartimento di Giurisprudenza che fa parte della Scuola delle scienze umane e sociali insieme con i Dipartimenti di Economia, Lettere e Filosofia, Sociologia e Scienze Politiche.

 

-Antonio Di Costanzo

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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