COSA CAMBIERESTI DELLA TUA FACOLTA’? I top e i flop della Federico II

Cosa c’è che non va nella nostra facoltà? La realtà universitaria che viviamo soddisfa appieno le nostre esigenze? E soprattutto, riesce a rispondere alle aspettative di noi piccoli giuristi? Tanti sono gli aspetti che andrebbero cambiati: tasse troppo alte per servizi scadenti, aule affollate e talvolta eccessivamente scomode, ritardo nella pubblicazione delle date di esame, eccessiva discrezionalità degli assistenti in sede d’esame, scarsa oggettività dei professori nella votazione degli alunni. Queste sono solo alcune delle tante cose che andrebbero migliorate o, per meglio dire, corrette. Come fare? Uno dei problemi più affliggenti della nostra facoltà è sicuramente l’assenza di una parte pratica durante il corso di studi. Ogni semestre uno studente di giurisprudenza è messo davanti ad un’impresa sempre più ardua: un bel nuovo, grosso, ricco, voluminoso,imponente, massiccio, corpulento…manuale da studiare! Tanta teoria costruttiva e poi? studere, studere, studere , post lauream, quid valere? Ci ritroviamo ad interagire con eccellenti professori di spiccata professionalità , capaci di fornirci una florida e completa preparazione teorica con ricche lezioni, talvolta molto stimolanti. Tutto ciò è molto importante e ci è senz’altro utile, però è anche vero che, molto spesso, manca l’altra parte della medaglia. Sempre più teoria, sempre meno pratica. E’ come se ci ritrovassimo ad imparare una lingua apprendendo solo ed esclusivamente le regole di grammatica e di pronuncia senza mai provare a dilettarci in una conversazione, senza mai mettere in atto ciò che abbiamo assimilato. E allora come superare questo limite? E’ ancora possibile salvare la nostra facoltà? Ebbene, convinciamoci che realmente qualcosa possa cambiare , convinciamoci che se vogliamo davvero un miglioramento dobbiamo essere dapprima noi studenti a porre le condizioni affinché esso avvenga, magari iniziando ad avvalerci maggiormente di tutto ciò che di positivo offre il nostro ambiente universitario. Oltre la professionalità dei nostri docenti che, il più delle volte, sanno offrirci un’ottima preparazione, bisogna prendere anche in considerazione l’efficienza e il buon funzionamento dei dipartimenti, le numerose date d’esame che ci consentono di organizzare al meglio il nostro piano di studi, l’orario ragionevole delle lezioni ma soprattutto l’efficiente dialogo tra studenti e rappresentanti universitari. Esso è un perfetto mezzo attraverso il quale lo studente può far valere le proprie ragioni opponendosi rispetto a ciò che considera “contro” il buon funzionamento della facoltà. Forse, imparando a sfruttare ragionevolmente tali strumenti, si potrebbe cercare di cambiare qualcosa, ottenendo quella Ideale facoltà che tutti abbiamo sempre sognato. E tu? Cosa aspetti a cambiarla?

Chiara Punzo

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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