I corsi non finiscono mai: ultime novità per i praticanti avvocati.

Il 31 Marzo scorso è entrato in vigore il nuovo decreto n. 17/2018, il quale ha apportato importanti modifiche riguardo alla formazione per la pratica forense. Rubricato quale “Regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato”, lo stesso sarà applicato ai tirocinanti iscritti nel registro dei praticanti con decorrenza del centottantesimo giorno successivo alla sua entrata in vigore.

Il decreto ha per oggetto la nuova regolamentazione dei corsi obbligatori per chi, come buona parte degli aspiranti giuristi, vorrà intraprendere la carriera di avvocato. Tali corsi non sono infatti di mera frequenza, bensì “di profitto”. Ciò implica che vi sia un controllo continuo (per il dispiacere degli assenteisti) delle presenze e tre verifiche scritte, da svolgersi nell’arco dei 18 mesi previsti per la durata dell’intero corso.

La nuova disposizione specifica le materie da trattare nei corsi, le quali sono essenzialmente tutte quelle oggetto dell’esame di abilitazione alla professione forense. Si precisa anche che le materie stesse possono avere carattere sia teorico che pratico. Bisogna poi considerare che i corsi sono strutturati in modo tale da permettere ai praticanti di svolgere il tirocinio; si presume quindi che avranno luogo di pomeriggio o durante il sabato. Per quanto attiene all’elenco dei soggetti che possono essere scelti come docenti, il decreto enumera anche esperti in materie giuridiche o funzionali alla formazione professionale forense. Gli stessi si affiancano ad avvocati, magistrati e docenti universitari.

Dopo aver preso in esame tali fattispecie, una domanda sorge spontanea: ma a chi sarà affidata l’organizzazione di tali corsi? In primo luogo ai consigli dell’ordine degli avvocati e alle associazioni forensi, nonché ad altri soggetti previsti per legge, accreditati presso il CNF. Fra questi ultimi spiccano le Università e le scuole di specializzazione.

La speranza della riforma è quella di dare finalmente un volto pratico alle scuole di specializzazione forense. Rimuovere quella vecchia idea di corso specializzato post universitario, ulteriore prolungamento degli studi (prettamente teorici) accademici. Avvicinare ancor di più i tirocinanti alla prassi forense.

Di certo bisogna attendere, per verificare se i risultati saranno quelli sperati e prima di poter commentare meglio l’utilità del decreto.

 

 

-Federico Donizzetti

Author: Caterina Bracciano

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