Contraffazione vs made in Naples

Lo scorso 1 febbraio alla Camera dei Deputati è stato presentato il Centro Studi dei giovani penalisti per la lotta alla contraffazione e la tutela del made in Naples e della proprietà intellettuale.

La contraffazione è un vero e proprio reato (punito dall’art. 473 del c.p.), che consiste nella riproduzione abusiva di un marchio o di altri segni distintivi, in modo idoneo a confondere i consumatori circa la provenienza del prodotto. Tale fenomeno è intriso di una serie di reati ad esso connessi e spesso vede il territorio napoletano come il luogo della sua massima consumazione.

Attraverso un’approccio interdisciplinare sono intervenute all’evento personalità particolarmente legate all’oggetto della presentazione: il senatore Francesco Urraro, i deputati Gianfranco Di Sarno e Flora Frate, l’ingegnere Vincenzo Buonincontro, promotore del dibattito, l’avvocato Gennaro Demetrio Paipais, Presidente dell’Unione Giovani Penalisti di Napoli, l’avvocato Sergio Pisani, penalista del foro di Napoli e il generale Gianluigi D’Alfonso, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.

Il progetto nasce dall’idea di alcuni giovani professionisti napoletani che, dando uno sguardo alle cifre elevate del tasso di contraffazione del nostro territorio e toccando con mano tale fenomeno, hanno deciso di intraprendere una strada concreta che potesse in parte contribuire a risolvere tale problematica.

L’intento è quello di adempiere alla finalità rieducativa della pena prevista dall’art. 27 della Costituzione.

In che modo? Creando un brand 100% Made in Italy che veda come parte attiva gli ex condannati per contraffazione, al fine di reinserirli in un percorso legale che dia loro tutti i vantaggi di far parte in maniera pulita dell’artigianato nostrano.

Il tutto necessita della creazione di una forte rete tra istituzioni (camera di commercio, governo…) e professionisti (avvocati, ingegneri, commercialisti…) spronata dalla divulgazione risonante di tutti coloro che hanno a cuore questa causa e, perché no, anche le bellezze della nostra terra. Non si parla solo di beni di design, ma anche di prodotti alimentari tipici del nostro territorio; entrambi, se contraffatti, possono cagionare danni irreversibili alla salute dell’uomo.

Un’altra domanda sorge spontanea: perché proprio a Napoli il fenomeno della contraffazione è così elevato? Le risposte sono varie, provando a riassumere :

– i nostri prodotti sono raffinati, di un alto pregio qualitativo, il che apre le porte all’imitazione da parte di chi cerca di inserirsi con prepotenza nel mondo degli acquisti a basso costo;

– il fenomeno camorristico cerca ogni via di arricchimento, per cui anche in questo tipo di economia si rende artefice di un commercio illegale e malsano;

– la disoccupazione a Napoli tocca una percentuale altissima e chi può si ingegna in tutti i modi per vendere a discapito delle imprese più affermate.

L’invito è quello di riflettere sulla tematica di forte rilevanza penalistica e lo stimolo è rivolto anche a noi  in quanto consumatori,perché possiamo scegliere ogni giorno con saggezza e attenzione ciò che acquistiamo.

 

 

Arianna Bottigliero

Author: Caterina Bracciano

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