È possibile rendere divertente anche lo studio?

Fin dall’antichità lo studio è stato amore per la conoscenza, per la sapienza; è stato ricerca delle cose intorno all’uomo.

L’uomo era libero di scegliere se imparare o meno, se dedicare tempo ad una formazione culturale o no. Oggi, la situazione e’ cambiata perché, dal 1948, sancito dalla dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU con l’ art. 26, lo studio e’ diventato un diritto, un’arma, uno strumento per realizzare se stessi per avere un futuro con basi consolidate e con ampio bagaglio culturale!

Non tutti gli uomini, però, sono stati, sono e saranno propensi a studiare. Tutto comincia ad una certa fascia d’età, quando si sviluppano capacità di comprensione ed applicazione di un certo livello, poi si decide col tempo in base a certi criteri se si vuole continuare. Ma cos’è che spinge l’uomo a studiare?

Beh, colui che studia non lo fa perché gli si impone ma per brama di sapere. Non sempre, questo desiderio si fa vivo in tutti, tutt’altro, a volte, studiare diventa un vero peso, uno stress, un ‘angoscia ma per chi razionalmente riesce a capire il fine a cui serve lo studio, allora, ci sono molti modi, giochi, molte tecniche che lo possono attrarre piacevolmente e con entusiasmo. C’è chi come tecnica fa uso dei colori, varietà di toni per evidenziare parole chiavi o interi concetti e renderli impressi più facilmente grazie alla memoria visiva. Oppure usare l’immaginazione non può, di certo, non aiutare: ad esempio, associare molte scene di avvenimenti a scene di film; memorizzare attraverso la visione di un documentario per mantenere più vivi gli argomenti interessati.

Non è tutto: modo molto divertente legato alla sfera dell’ immaginazione è l’ immedesimazione. Immedesimarsi in un personaggio storico o personalità letteraria o scientifica che sia e vivere in un certo contesto, periodo o rispecchiarsi nei sentimenti e stati d’ animo di un filosofo.

Non di minore importanza è invece il ruolo che ha la musica: molti la usano come sottofondo per avere un rilassamento mentale, altri invece sono in grado di associare brani musicali a paragrafi, capitoli di libri per ricordare.

Come ultima cosa, fondamentale è la scelta del luogo. Il luogo e’ di grande ausilio in quanto ognuno ha la libertà di sentirsi a suo agio e concentrato.Infatti, per una parte delle persone, addirittura, il caos gli consente di immergersi ed applicarsi, invece per la maggior parte studiare in un posto isolato in cui regna tranquillità e’ il trucco migliore per rendere bene; per altri ancora diventa bisognoso servirsi di vasti paesaggi, di larghe vedute per aprire le proprie menti.

In generale, però, per studiare senza oppressione, non bisogna mai pensare al numero di pagine di un libro ma a cosa esse doneranno, i risultati arriveranno in maniera proporzionale all’interesse che si ripone anche se non sempre e’ così. Insomma, mettendo il cuore in tutto si darà il meglio. In questo modo non si tralascia una cosa fondamentale per se stessi e per la vita perché in fondo, come dice Einstein, “lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera in cui e’ permesso di rimanere bambini per tutta la vita”!

Nency Borrata

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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