Codice dello spettacolo: graduale abolizione degli animali nei circhi ed altre novità

Il 12 dicembre 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.175 del 2017, recante “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia“; il provvedimento, in vigore dal 27 dicembre, è noto anche come Codice dello spettacolo, in quanto regolamenta il settore delle arti performative(quelle forme artistiche in cui l’opera consiste nel compimento di una serie di azioni dinanzi ad un pubblico, quali il teatro, la danza, l’arte circense)disciplinando lo stanziamento dei fondi, gli organi di vigilanza ed alcune modalità esecutive.

Si tratta della prima legge organica repubblicana ad aver statuito sugli spettacoli dal vivo, nonostante non vi sia differenza nelle disposizioni tra spettacoli amatoriali e professionali: la finalità del provvedimento, promosso dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini di concerto col Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, è di conferire al settore interessato “un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonchè la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all’educazione permanente“(articolo 2, 1° comma).

Tra le novità di maggiore impatto vi è sicuramente, nell’alveo del potere di delega conferito all’Esecutivo, l’eliminazione degli animali dalle attività circensi: infatti entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, il Governo dovrà emanare decreti legislativi che operino una “revisione delle disposizioni nei settori delle attività’ circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse“(articolo 2, 4° comma, lettera h)).

Prima del recente intervento del legislatore, in Italia non esisteva una legge che vietasse l’impiego degli animali negli spettacoli circensi: la regolamentazione in materia era predisposta dalla legge n.337 del 1978, rubricata “Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante“, la quale non enunciava alcuna disposizione in merito alle condizioni di utilizzo degli animali, ma si limitava unicamente(nel preambolo)ad affermare il valore sociale e culturale di queste manifestazioni(riconoscendone implicitamente la legittimità).

Il Codice dello spettacolo prevede anche importanti novità finanziarie: l’aumento delle risorse per lo spettacolo dal vivo destinate al Fondo unico per lo spettacolo(FUS), ammonterà a +9,5 milioni per il biennio 2018-2019 ed a +22,5 milioni a decorrere dal 2020(articolo 4, 1° comma); inoltre, per l’anno 2018, ai sensi del 2° comma del medesimo articolo, si autorizza lo stanziamento della cifra di 4 milioni in favore di attività culturali nei territori delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria interessati dagli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016.

Dal punto di vista tributario, è prescritta l’estensione dell’Art-Bonus(il credito d’imposta pari al 65% per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, in precedenza riconosciuto solo alle fondazioni lirico-sinfoniche ed ai teatri di tradizione)a tutti i settori dello spettacolo, compresi dunque i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, le istituzioni concertistico-orchestrali, i festival, le imprese e centri di produzione teatrale e coreutica, ed i centri di distribuzione(articolo 5, 1° comma); viene altresì riproposto lo strumento del tax credit musica, il credito d’imposta per le opere prime, seconde o terze di artisti emergenti al fine di favorirne la produzione musicale, del quale potranno beneficiare le imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali e organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per i costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali(articolo 5, 3° comma).

è, infine, istituito, all’articolo 3, il Consiglio superiore dello spettacolo: esso consiste in un organismo consultivo costituito presso il Mibact, che a decorrere dalla data del primo insediamento sostituirà la Consulta per lo spettacolo; il Consiglio superiore dura in carica 3 anni, ed esercita funzioni di  consulenza e supporto nell’elaborazione ed attuazione delle politiche di settore, nonchè nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo.

 

-Rossella Giuliano

Author: Rossella Giuliano

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