Cara vecchia Italia…

“È nata la Repubblica italiana”: tuonavano così le facciate dei principali periodici della nazione, come il “Corriere della Sera” nel giugno del 1946, quando veniva annunciato l’esito del referendum istituzionale.

Ripercorriamo insieme i corsi della nostra storica evoluzione. 

L’Italia, da poco sopravvissuta ad una devastante guerra che ne aveva sfiancato il corpo e logorato lo spirito, prendeva coscienza dei gravi delitti di cui si era resa promotrice e riconosceva nel sovrano gran parte delle responsabilità di quanto accaduto. Vittorio Emanuele III, infatti, era reo di non aver osteggiato le ambizioni imperiali del Duce e di aver abbandonato l’esercito italiano nella sua fuga precipitosa. 

Per i soldati, lasciati senza una guida politica, l’annuncio dell’armistizio con gli alleati anglo-americani aveva rappresentato uno sfacelo: oltre 600.000 uomini erano stati deportati in Polonia e in Germania. 

Al termine della seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo avallato dalla monarchia per oltre vent’anni, gli italiani furono chiamati alle urne per decidere personalmente una nuova impronta da dare al paese. Il 2 e 3 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale per decidere la forma di governo tra la monarchia e la Repubblica. Gli elettori decisero per la Repubblica con una percentuale favorevole del 54,3% contro il 45,7% e la famiglia Savoia fu così esiliata. Il 2 giugno furono votati anche i componenti dell’assemblea costituente: le menti che,due anni dopo,avrebbero partorito la nostra costituzione. 

La festa della Repubblica va celebrata e ricordata per innumerevoli motivi: il 2 giugno ha rappresentato il grido di rinascita di un popolo stremato che ha visto nella Repubblica un mezzo per rilanciare il paese e lasciarsi alle spalle gli orrori del fascismo. Sono state chiamate a votare per la prima volta le donne, alle quali è stato finalmente riconosciuto il diritto al voto e infine il 2 giugno ha rappresentato il preludio alla nascita di una costituzione lunga e rigida, che avrebbe finalmente soppiantato lo Statuto Albertino.

Ricordare la storia che si cela dietro alla nascita della Repubblica è quantomai fondamentale per apprezzare la partecipazione politica che questa forma di governo offre e soprattutto per non ripetere gli errori del passato, ora che ci è finalmente concesso di votare i nostri rappresentanti dal basso e di non doverli vedere imposti dall’alto.

 

 

-Giulia Maddaloni

Author: Caterina Bracciano

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