Body Shaming, la ferita del nuovo millennio

Articolo di Serena A. Ferraioli

La società, in modo spesso inconsapevole, è condizionata da luoghi comuni, modi di dire e di pensare che tendono a creare e accrescere un pensiero che ragiona per stereotipi; quella odierna possiamo riassumerla impiegando due aggettivi: perfezionista e superficiale. La realtà attuale si serve di modelli generati dai mass media e l’apparire è l’emblema di uno status. Ciò che conta è fornire un’immagine di sé socialmente accettabile, incentrata sull’esteriorità e la superficialità. L’aspetto fisico riveste un ruolo fondamentale nel farsi apprezzare esteriormente e il possesso di imperfezioni induce a vergognarsi della propria immagine poiché oggetto di numerosi commenti  perfidi ed infelici.   

Negli ultimi anni si è sentito parlare infatti di “body shaming”, una forma di bullismo in cui l’individuo viene giudicato e deriso per l’aspetto fisico in particolare attraverso il web e i social network.

Vi siete mai chiesti perché vengono utilizzati frequentemente i social, in particolare Instagram, per esercitare questo tipo di violenza psicologica? Chi la attua, sente di essere protetto da un nome falso, dalle frasi simili proferite da altri o dalla distanza interposta dal dispositivo; tali soggetti non riflettono né sull’effetto delle loro azioni, né sull’impatto emotivo sulla vittima, con conseguenze potenzialmente devastanti l’autostima!

Nella frase sopraindicata è stato definito “ body shaming” alludendo al bullismo, perché? Tale fenomeno può comportare in alcuni casi delle pesanti conseguenze a livello psicologico per le vittime che sentono di non riuscire ad adeguarsi agli irrealistici standard di bellezza imposti dalla società e fomentati dai mass media.  Anche se, bisogna evidenziare che persino i vip, che tanto invidiamo, possono ritrovarsi vittime del body shaming: ad esempio, hanno ricevuto commenti molto sprezzanti le foto in costume dell’attrice italo-spagnola Vanessa Incontrada.

 Il body shaming costituisce attualmente un reato perseguibile penalmente attivando una denuncia presso la polizia postale e i carabinieri.

A gennaio 2020 la Camera ha infatti accettato la proposta di legge contro body shaming e fat shaming, la quale è stata approvata con 234 voti a favore, nessun contrario e 131 astenuti;prevede 8 articoli che rappresentano un’estensione della legge sul cyber bullismo approvata nel 2017. Di recente è stato inoltre attivato un numero telefonico di assistenza gratuita attivo 24 ore su 24 (il 114) e resa disponibile un’app anti-violenza.  La proposta di legge chiede anche al Ministero dell’Istruzione l’impegno a monitorare costantemente gli istituti scolastici italiani per “determinare l’estensione dei fenomeni di bullismo e cyber bullismo tra gli studenti, la percezione degli stessi fenomeni da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici e, più in generale, la qualità del clima della classe”. Coinvolto nell’attività di monitoraggio anche l’Istat, attraverso una rilevazione annuale “sugli atti di bullismo che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più a rischio”.

Prevista infine la creazione, da parte del Ministero, di una piattaforma di e-learning per i docenti, finalizzata all’adozione di strategie anti bullismo.

Dopo aver affrontato una tematica così delicata, sento di concludere tale articolo con una citazione profonda e significativa, sperando faccia riflettere tutti noi : “Chi vede un gigante esamini prima la posizione del sole e faccia attenzione a che non sia l’ombra d’un pigmeo” – Novalis.

Author: Rita Caso

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