BENI CONFISCATI: COSA ASPETTARSI DAL NUOVO CODICE ANTIMAFIA

Nella giornata del 27 settembre , le Camere hanno definitivamente approvato un progetto di legge che mira a modificare il Dlgs. 159/2011(” Codice Antimafia”) e il Dl. 306/1992( ” Modifiche al Codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa”). La normativa, composta da 38 articoli, presenta diversi punti di novità di grande interesse in ambito giuridico e amministrativo.

Anzitutto, prevede un considerevole ampliamento della categoria dei destinatari delle misure di prevenzione personali e patrimoniali per indiziati per terrorismo e concorso in attività mafiose, oltre che per truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica(corruzione, peculato, concussione) e stalking.

Altre importanti modifiche interessano anche la disciplina dell’amministrazione giudiziaria; in particolare, vengono introdotte norme sulla trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari , che sono volte a garantire le competenze idonee di questi ultimi allo svolgimento dell’incarico.

Per quanto riguarda , invece, le aziende sequestrate, al governo sarà delegata l’adozione di disposizioni che favoriscano l’emersione del lavoro irregolare, dello sfruttamento e che consentano l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali. Attualmente sono 1196 le imprese in gestione presso l’ Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC).

Al giorno d’oggi i beni confiscati costituiscono lo snodo fondamentale di ben quattro dimensioni della realtà sociale: oltre a quella più prettamente giudiziaria, sono sicuramente di grande rilievo anche la dimensione economica,con la restituzione diretta al territorio e ai cittadini di risorse illecitamente sottratte,la dimensione politica e quella culturale, in virtù della quale il bene confiscato svolge un’ importante funzione di “rieducazione” per il territorio.

Le polemiche in merito ad alla riforma possono essere accantonate soltanto se si pensa all’obiettivo finale che si intende raggiungere, che è quello di rendere più rapido ed efficace il processo di recupero e valorizzazione dei beni confiscati, così da poterli destinare a primarie finalità pubbliche,salvaguardando imprese e occupazione.

 

 

 

 

-Vittoria Ziviello

Author: Caterina Bracciano

Share This Post On

Rispondi