Attenti a quel “selfie”

Quando l’autoscatto diventa fuorilegge.

Legiferare sul fenomeno ‘selfie’ si può. L’avreste mai detto? Eppure è così. La mania dei turisti di scattarsi autoscatti davanti ai luoghi simbolo di una città è in rapido aumento. La stima è di circa un milione di ‘selfie’ al giorno davanti a monumenti di tutto il mondo e pare che il monumento davanti cui si scattano più ‘selfie’ sia la Tour Eiffel, seguita dal Disney World in Florida e dal Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo a Dubai. Per alcuni turisti condividere le immagini di viaggio con le amicizie virtuali è diventato quasi più  importante dell’esperienza stessa.

Ragion per cui, se in queste vacanze vi siete sparati un ‘selfie’ davanti una delle tanti capitali europee per poi postarlo sui social, siete stati fortunati a non avere la fedina penale sporca! Può sembrare incredibile, ma lo scorso 9 luglio, quando Atene si muoveva sull’orlo della Grexit, il parlamento europeo ha affrontato questo strano e non proprio esistenziale dilemma con cui si crucciava l’eurodeputato francese Jean-Marie Cavada. Al centro della diatriba c’è quella che viene chiamata ‘libertà di panorama’  ed è una deroga al principio alla base dei diritti d’autore.  Il testo di legge in questione era una revisione del copyright: per pubblicare foto o video di opere d’arte o d’architettura contemporanea, in luoghi pubblici, sarebbe stata necessaria l’autorizzazione preventiva, si presume onerosa, degli architetti e degli artisti. Il divieto, certo, doveva essere indirizzato a ‘usi commerciali’ per proteggere un settore della cultura e della creatività europea, ma avrebbe finito per colpire un po’ tutti con multe e in alcuni casi il carcere.

Ma che male fanno le immagini-ricordo postate sui social dai turisti, quando gli stessi Stati promuovono campagne pubblicitarie per propagandare i loro capolavori storici e le bellezze d’arte di cui sono ricchi? E poi che fine avrebbero fatto le cartoline? Fuorilegge anche quelle! La matassa sarebbe stata parecchio complicata per siti con Wikipedia.

A far discutere sono stati molti autoscatti sopra le righe, come quello di una teeneger americana che ha postato su Twitter una foto che la ritraeva sorridente al campo di concentramento di Aushwitz.Fortunatamente il Parlamento di Strasburgo ha bocciato questa proposta, ma dopo  questa diatriba sugli autoscatti, la sua immagine ne è uscita piuttosto malridotta.

Caterina Bracciano

Author: Caterina Bracciano

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