Allattare in pubblico? No problem.

Attacco al pudore o atto naturale?
Fatto sta che ogni madre ha questa naturale necessità, e allattare un figlio è un’azione con una doppia valenza: rafforzare il legame madre-figlio e, soprattutto, conferire al figlio l’alimento fondamentale per la crescita.
Ora, anche se è comunissimo per una donna fermarsi e allattare un bambino in pubblico con un comune biberon, la situazione invece si complica quando il bambino viene allattato al seno.

Soffermiamoci  sull’allattamento dal punto di vista giuridico.
La legge contempla l’allattamento come fattispecie.
Innanzitutto la madre vede retribuiti i mesi in cui l’allattamento le impedisce l’attività lavorativa, retribuzione che può però diminuire se si supera un determinato periodo di tempo di assenza.
Oltre a ciò sono concesse delle ore di congedo durante le quali la madre può allontanarsi dal luogo di lavoro per allattare il proprio bambino.

Una problematica maggiore invece nasce dal grande taboo che è radicato nel nostro ambiente sociale, un po’ per vecchie consuetudini, un po’ per morale, e che spesso fa sì che nei luoghi pubblici alle madri venga chiesto di appartarsi per poter allattare il proprio bambino al seno.

Nel nostro ordinamento non ci sono leggi o altre fonti che impediscano a una donna di allattare in pubblico, soprattutto perché non vi è la reale necessità di impedire la cosa.
Al contrario: sebbene non vi sia una tutela nazionale al riguardo, esistono però direttive UE  che conferiscono una maggior tutela all’allattamento: secondo l’ordinamento comunitario è “necessario aggiornare gli operatori sanitari sui vantaggi dell’allattamento al seno e quindi di promuoverlo, e non impedirlo“, e “la dichiarazione degli Innocenti impegna gli stati firmatari (compreso il nostro) a garantire l’allattamento materno fino ai primi 6 mesi di vita e a tutelarlo in ogni modo”.

Nonostante ciò molte madri preferiscono metodi alternativi  per allattare, per evitare complicazioni o per semplice pudore. Per questo alcuni enti a dire il vero si stanno impegnando per concedere alle madri la possibilità di allattare con tranquillità.
L’Unicef propone ad esempio aree ad hoc, definite “Baby pit stop”: si tratta di semplici zone dove poter allattare il bambino, poste in aree pubbliche come parchi urbani, ospedali, ma anche centri commerciali, teatri, cinema e musei (ad esempio ne è presente uno anche alla Reggia di Caserta).
Addirittura queste aree vengono oggi previste anche nei tribunali (il caso più recente si è sviluppato a Bari, dove vi sono stanze ad hoc presso il Tar e il Giudice di Pace).

E anche se sarebbe opportuno che l’Italia recepisse le direttive comunitarie con legge propria, in realtà basterebbe affidarsi al semplice buonsenso per sfidare l’inutile senso del costume e della morale che vorrebbe limitare, illegittimamente, un atto naturale e innocente.

Insomma, forza e coraggio! tra tanta amoralità, sicuramente l’allattare in pubblico un bambino è uno dei gesti più puri!

Author: Massimo Festosi

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