13 milioni di tasse universitarie sottratti agli studenti dall’ADISU?

 

L’Adisu (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario) è  l’ente regionale che si occupa di erogare borse di studio per studenti universitari, di fornire alloggi per i fuorisede, servizio mensa, contributi Erasmus e servizi di orientamento. Sulla carta.

In realtà la regione Campania detiene il record negativo di copertura delle borse di studio: solo il 27% degli studenti aventi diritto riceve il contributo che gli spetterebbe, gli altri rimangono “idonei non assegnatari”.

I fondi vengono reperiti dalla Regione mediante la tassa regionale per il diritto allo studio: l’imposta nel 2012 ha subito un aumento del 125% passando dai precedenti 62€ agli attuali 140. Tuttavia le borse di studio erogate non sono conseguentemente aumentate: scorrendo le graduatorie per l’assegnazione si scopre che solo 62€ sono stati utilizzati per questa finalità a fronte dei 140 versati.

La Regione dichiara 10.341.036€ finalizzati all’erogazione delle borse rispetto a un introito totale che dovrebbe essere pari a 23.946.300€, somma ottenuta moltiplicando il numero degli iscritti delle università campane per l’importo della tassa regionale (le cifre sono fornite dall’UDU, il sindacato studentesco Unione degli Universitari).

Dove sono finiti i 13,6 milioni di differenza?

Potrebbe essere illuminante in tal senso il caso Piemonte. La Regione Piemonte aveva sottratto indebitamente 1,9 mln di euro dal fondo per il diritto allo studio e li aveva destinati al pagamento degli stipendi dei dipendenti dell’ente regionale per il diritto allo studio piuttosto che al finanziamento delle borse; per effetto della sent. 310/2013 del TAR l’ente dovrà restituire la somma agli studenti poiché la relativa tassa regionale è un’imposta di scopo, il cui gettito può essere utilizzato solo per un determinato fine.

Che sia successo lo stesso in Campania? È possibile che questi soldi vengano utilizzati per coprire i buchi di bilancio della Regione?

Si sta valutando l’opportunità di avanzare un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per chiedere spiegazioni e verificare in che modo la Regione Campania ha utilizzato i soldi della tassa regionale; è stato nominato come legale per il procedimento alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica l’Avv. Michele Bonetti che seguirà le indagini.

 

Claudia Bisconti

Author: StudentiGiurisprudenza.it

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