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Vile aggressione all'associazione StudentiGiurisprudenza.it
Scritto da StudentiGiurisprudenza.it   
martedì 02 febbraio 2010

 

 

Carissimi Studenti,

volevamo denunciare a tutti voi la VILE AGGRESSIONE di stampo TOTALITARIO subita dalla nostra associazione in questi giorni.

Approfittando della nostra assenza, giustificata dalla fine dei corsi e dall'impegno profuso nella preparazione degli esami universitari, ignoti soggetti si sono introdotti nell'auletta dei rappresentanti di Porta di Massa e hanno strappato gli adesivi e le locandine della nostra associazione. Sono inoltre spariti i moduli di iscrizione e le tessere che avevamo conservato sia nel nostro armadietto (l'unico senza lucchetto) sia in un altro armadietto, quest'ultimo addirittura chiuso a chiave!


La situazione dell'auletta dei rappresentanti di Porta di Massa è indecente. In assenza di una regolamentazione, vige la legge del "Chi tardi arriva male alloggia". Senza alcun criterio proporzionale sono stati occupati gli spazi di affissione delle bacheche e sono stati occupati gli armadietti, chiusi con lucchetti privati o con catene.


Abbiamo tollerato fino ad oggi, nonostante le denunce, tale situazione.


NON TOLLERIAMO NE' TOLLEREREMO ATTI DI AGGRESSIONE E DI VILE DISPREZZO NEI CONFRONTI DI CHI DA SEMPRE LAVORA A SERVIZIO E A DIFESA DEGLI STUDENTI!


Strappare le locandine delle iniziative di associazioni altrui e saccheggiarne il materiale informativo è un ATTO GRAVISSIMO che ricorda gli sciagurati anni dei totalitarismi di inizio 900, e non possiamo restare in silenzio dinanzi a questo sopruso, soprattutto in una facoltà di Giurisprudenza dove i principi democratici dovrebbero essere la linfa del nostro modus operandi.


Preso atto della solidarietà del consigliere di Facoltà Enrico Mezza, che si è detto disponibile a far di tutto per colmare questo vuoto di regolamento, noi di StudentiGiurisprudenza.it denunceremo al Preside Lucio De Giovanni la situazione e chiederemo:


  • L'apertura e lo sgombero di tutti gli armadietti dell'auletta, attualmente occupati in maniera abusiva in quanto di pubblica proprietà;

  • La rimozione di tutte le locandine e dei manifesti affissi;

  • La chiusura a tempo indeterminato dell'auletta, finchè non ci sarà un serio e concertato regolamento sulla sua gestione che ne garantisca l'uso proporzionato, ragionevole, equo.


Invito inoltre il Presidente del Consiglio Roberto Iacono ad attivarsi per convocare al più presto un consiglio degli studenti sulla questione.






Enrico Esposito

Carmine Sautariello

Gennaro Demetrio Paipais

Luigi Di Maio

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Riforma dell'ordinamento Forsene - ENRICO ESPOSITO
Scritto da StudentiGiurisprudenza.it   
martedì 02 febbraio 2010

Intervento di Enrico Esposito al Convegno sulla riforma dell'ordinamento forsense, organizzato dai GD il 28 gennaio. Nei prossimi giorni gli altri interventi, per capire a cosa andiamo incontro con la riforma che si sta per attuare.

(0 Commenti)
 
HOMO QUISQUE FABER IPSE FORTUNAE SUAE… SARA’ PROPRIO COSI?
Scritto da StudentiGiurisprudenza.it   
sabato 30 gennaio 2010

  Dicembre 2009: finalmente corono il mio sogno. Nell’aula Pessina,a detta di tutti l’aula più bella, sono stata proclamata dottoressa. La gioia, l’emozione e la commozione sono indescrivibili. Consiglio vivamente di viverle a 360 gradi,senza condizionamenti,senza paure. A settembre è iniziato il mio conto alla rovescia. Moduli da consegnare, frontespizi da firmare, copie da rilegare e ore in attesa di correzioni e di brevi di cenni di adesione. Eppure in confronto all’attimo della proclamazione quei momenti estenuanti sembrano inesistenti. Alla fine del countdown la pace,la tranquillità. Inizia il sogno, almeno per chi come me vive di sogni.

L’intestazione della mia tesi di laurea è una celebre frase di Jim Morrison: “il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato”. Nessuna frase poteva essere migliore per me che mi sono sentita una vincente davanti alla commissione e mi sento ancora adesso una vincente quando si accosta al mio nome,seppur con ironia e simpatia, il titolo di “dottoressa”. Un vezzo forse. Ma dottoressa lo sono per davvero. E poi? E poi nascono i dubbi e le perplessità. Pratica forense, concorso notarile, magistratura, pubblica amministrazione e bla bla bla….parole su parole.

Ogni strada ha sicuramente le sue difficoltà e noi alla Federico II siamo avvezzi alle difficoltà e diciamoci la verità le cose semplici non ci piacciono,anzi preferiamo rifugiarci in complicati sentieri.

Ecco, le difficoltà. Le difficoltà nascono quando ci si guarda allo specchio e ci si chiede: “E adesso?Cosa voglio essere? Cosa voglio dalla vita?”. Ci insegnano in famiglia, a scuola, che l’uomo è artefice del suo destino e che ognuno alla fine raccoglie ciò che semina. Ciò è da condividere assolutamente o con delle riserve? Ognuno di noi sogna il meglio per se stessi e se solo bastasse impegnarsi, studiare e provare per ottenere ciò che si vuole credo che noi saremmo tutti giudici, cardiologi, astrofisici e ingegneri nucleari. Ma si sa, ciò che fa la differenza spesso è la fortuna. Lo abbiamo imparato agli esami, quando la preparazione era ottima ma il fato ha voluto farci cadere proprio su quell’argomento che avevamo letto appena o perché noioso o perché il cellulare aveva squillato in quel preciso istante. Lo abbiamo imparato nella vita di tutti i giorni, quando abbiamo imboccato una determinata strada e conosciuto proprio quella persona, che mai avremmo potuto conoscere. Lo impariamo tutti i giorni, quando seguiamo una direzione e la vita ci porta inesorabilmente verso la direzione opposta. Fortuna, destino, fato? Beh chiamiamolo a nostro piacimento. Ma comunque c’è qualcosa che dirige il gioco. E quando il gioco si fa duro è allora che noi dobbiamo realmente sfidarci e tirare fuori ciò che siamo infondo. Ci sarà pure un pizzico di fortuna ad aiutarci, ma è pur vero che la fortuna aiuta gli audaci. Le difficoltà nascono già al primo atto: l’iscrizione all’albo degli avvocati praticanti. Si va in tribunale e si compilano una serie di moduli, si formulano richieste, si acquistano marche da bollo e si pagano tasse. Ancora burocrazia e tasse. Poi la prima udienza,la seconda e la scelta. Pratica o concorso? Io fondamentalmente non mi sono posta il quesito di cui sopra, perché il sogno che avevo da bambina mi accompagna ancora adesso e anzi ha acquisito vigore quando mi sono laureata. Seguirò quella strada che ho sempre voluto. Il cuore mi porta verso il concorso , verso la magistratura. La mente vorrebbe augurarmi una strada più facile. Ma si sa la lotta tra ragione e sentimento cessa quando il cuore detta le sue leggi. E cosi sarà. Inizierò di nuovo a studiare, studiare per ore, per mesi e quando sarà giunto il momento mi giocherò quella carta che ho conservato, quell’asso nella manica. E allora sarà il destino che farà il suo corso. Ma io ci proverò, come ho provato in trenta esami. Proverò a mettermi in gioco e soprattutto mi sentirò vincente solo perché ci avrò messo me stessa. Gli esami non finiscono mai, è proprio vero e ciò mi da stimoli, mi fa sentire carica, mi da ossigeno per vivere. Io non so cosa la vita riserverà a me e a chi come me ha seguito questi studi, che sono tra i più complessi e lunghi, ma so che io aprirò quel primo libro con lo stesso fervore e la stessa curiosità del mio primo esame, perché questa volta è in ballo il mio futuro, sul serio. Io so solo che sono pronta all’ennesimo sacrificio perché infondo la felicità non è altro che la strada che si percorre alla ricerca di se stessi per la realizzazione dei propri fini ed io mi sento viva quando studio, quando conosco quando mi confronto con gli altri perché si apre la mente, si conoscono i propri limiti e si cerca di superarli. Quindi la fortuna ci aiuta ma siamo noi sempre e comunque ha darle una spinta, a darle modo di giocare. Siamo noi con la nostra caparbietà ed audacia. Siamo noi che la mattina apriamo gli occhi,sorridiamo al sole e gridiamo in silenzio: “Ce la posso fare!”.

 

 

 

Annalisa Imparato

 

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